Il titolo “Anthropogenic interference” di questo pop-up show dedicato alla ricerca di Stefano Cagol cita un’espressione della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite (UNFCCC, 1992) sull’idea di opposizione tra essere umano e natura, affrontata fin da sempre dall’artista. Le opere selezionate offrono una sintesi dei concetti a lui cari e del suo personalissimo metodo di lavoro, caratterizzato da pratiche di spostamento e disseminazione. Nelle tre opere fotografiche, oltre all’iconico blocco di ghiaccio lasciato fondere alla Biennale di Venezia, troviamo scene di fiammate di gas tossici nel gelo artico e ferite reiterate su suoli post-industriali. La sua serie di “Ipervedute” in ceramica, ispirata al motivo del vedutismo su porcellana, immortala luoghi d’indagine del rapporto con l’ambiente. Infine l’opera scultorea con due revolver incrociati assurge a simbolo di quell’interferenza conflittuale innescata dall’uomo a inevitabile danno di entrambe le parti.